Sabato, 29 Marzo 2025

Faurecia, Fiom Terni e Rsu: Siamo preoccupati per il destino dell'azienda e del futuro dell'automotive nel ternano.

Come Segreteria Territoriale Fiom-Cgil di Terni e RSU Forvia-Faurecia riteniamo utile, a questo punto, fare alcune precisazioni in merito al destino industriale dell’azienda. In data 12 settembre 2024 le Organizzazioni Sindacali e l’azienda hanno sottoscritto un verbale di accordo partendo da un’analisi economica e produttiva che prevedeva una forte contrazione nei mercati di Forvia negli anni 2025-2027 e individuava una riorganizzazione con 37 esuberi tra gli operai e 13 tra gli impiegati. L’azienda in quella sede, dopo lunga trattativa, ha accolto tutte le rivendicazioni sindacali: la non opposizione dei lavoratori come unico criterio per l’individuazione degli esuberi, il fatto che le uscite fossero incentivate e l’impegno di non aprire nuove procedure unilaterali per tutto il 2025.Oggi siamo al punto che l’azienda ha di fatto raggiunto gli obiettivi della ristrutturazione. Da ciò dovremmo dedurre che i nuovi livelli occupazionali raggiunti abbiano messo in sicurezza l’Azienda stessa.  Per questo ci preoccupa quella che sembra essere l’imminente richiesta, essendo terminata la cassa integrazione straordinaria il 15 marzo, di aprire nuovamente la cassa ordinaria, con l’evidente rischio di terminarla in tempi relativamente brevi e di lasciare i lavoratori senza ulteriori ammortizzatori sociali nei prossimi mesi. Siamo consapevoli che l’automotive è un settore fortemente in crisi, ma delle due l’una: o la riorganizzazione serviva ad affrontare questi anni difficili per poi rilanciarsi, oppure è stata solo l’inizio di una scelta più radicale e decisiva. Nella discussione del piano industriale che ha preceduto la definizione dell’accordo relativo ai licenziamenti volontari e incentivati, come Fiom-Cgil di Terni avevamo avanzato delle perplessità in ordine a quanto dichiarato dall’Azienda rispetto ad una presunta strategicità del sito di Terni per gli anni a venire, sostenuta a parole dalla direzione aziendale ma, a nostro avviso, non suffragata da fatti e numeri concreti. A fronte, infatti, di una situazione che vede nel portafoglio ordini solo progetti di serie già in essere (Iveco e Ferrari), non vi era alcuna certezza rispetto all’acquisizione di volumi relativi a nuovi progetti. Sostanzialmente lo stabilimento Forvia di Terni rischiava (e rischia), a nostro avviso, di essere emarginato dalle strategie di sviluppo del Corporate e, allo stesso tempo, di essere relegato alla condizione di stabilimento produttore prevalentemente di ricambi; quindi, destinato a gestire i ridotti volumi normalmente legati alle richieste del mercato legate alle vetture che terminano il proprio ciclo di vita.  Abbiamo altresì registrato un diniego preciso in ordine a nuovi investimenti e riconversioni produttive, sia riguardo l’avvio di produzioni differenti dai sistemi di scarico, idea peraltro ventilata a più riprese, negli anni passati, proprio dagli stessi amministratori dell’Azienda, sia in riferimento al settore degli autobus alimentati ad idrogeno, che necessitano di sitemi di scarico. Tra l’altro, in quest’ultimo caso, con una filiera che avrebbe potuto essere in buona parte addirittura racchiusa all’interno del territorio umbro, configurando così una notevole strategicità a livello logistico Tutte queste nostre rivendicazioni non sono state prese in considerazione, proprio perché la scelta aziendale era quella di affrontare la crisi contingente dell’automotive e rilanciare l’azienda, a partire dal 2027, rimanendo nel business che ha sempre caratterizzato il mercato di riferimento di Faurecia / Forvia. Ci aspettiamo, quindi, che gli impegni presi non siano rimessi in discussione e che si proceda, coerentemente, tenendo fede ai presupposti su cui abbiamo costruito gli accordi in questi anni. Nei prossimi giorni verificheremo la disponibilità unitaria a chiedere un confronto all’azienda per verificare lo stato dell’arte e chiedere impegni concreti sul piano industriale, anche simbolici come, ad esempio, il rinnovo del contratto di affitto del capannone dove attualmente insiste lo stabilimento di Terni. Sul piano più generale appendiamo positivamente l’annuncio di un tavolo di confronto sull’automotive, che riconosca il ruolo strategico del comparto nella regione Umbria. Auspichiamo che l’annuncio si trasformi il prima possibile in una data, in cui si comici effettivamente ad affrontare le problematiche del settore, in considerazione del fatto che, anche nel migliore dei casi, la discussione partirà scontando comunque un ritardo di anni, essendo stata affrontata, nel recente passato, in modo generico e senza aver trovato alcuna soluzione concreta.bL’occasione dei lavoratori di Forvia-Faurecia di manifestare il proprio disappunto sulle attuali relazioni industriali è quella del 28 marzo 2025, in occasione dello sciopero dei metalmeccanici che alle 10:00 saranno sotto la sede ternana di Confindustria per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Nella piattaforma unitaria presentata si rivendica anche la riduzione dell’orario di lavoro, a parità di salario per i comparti in crisi come l’automotive.

Terni 25 marzo 2025

La Segreteria Provinciale Fiom-Cgil di Terni e le Rsu Fiom Forvia-Faurecia

 

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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