Stamattina alla Anodall Extrusion, una ditta specializzata nella lavorazione di alluminio, sita a Trevenzuolo, in provincia di Verona, è morto folgorato Vincenzo, un operaio manutentore meccanico di 50 anni, di origine tarantina e residente nel mantovano, assunto in azienda da 3 anni, un’ennesima vittima del lavoro.
"Sembrerebbe che il tragico evento sia avvenuto per folgorazione, ma certezze in merito ancora non se ne hanno, i carabinieri e gli ispettori dello Spisal dell'Ulss 9 Scaligera stanno indagando per capire le dinamiche del decesso e aspettiamo facciano il loro lavoro prima di fare ipotesi” ha dichiarato Flavio Capone, funzionario della Fiom di Verona, accorso in azienda chiamato dai lavoratori in mattinata “però è cosa nota che nell’ottobre del 2023, nella stessa azienda, un altro lavoratore, in quel caso in appalto, era rimasto folgorato mentre lavorava all’impianto elettrico e fu salvato in ospedale di Borgo Trento dove fu trasportato con urgenza. A Vincenzo è andata peggio e faremo tutto ciò che è in nostra possibilità perché la sua morte non sia sottovalutata perché, quando muore qualcuno c’è sempre un motivo, qualcosa che non ha funzionato come avrebbe dovuto. Da oggi l’azienda sarà chiusa per 3 giorni, come da disposizioni della direzione. Come Fiom abbiamo chiesto un incontro con l’azienda con estrema urgenza per discutere della tragedia odierna e, intanto, domattina si terrà un’assemblea con tutti i lavoratori e le lavoratrici fuori dai cancelli della Anodall.”
“Non è possibile che eventi drammatici come questo continuino ad accadere quotidianamente nel nostro Paese, così come in Veneto, e anche nella provincia di Verona si registrano numeri impressionanti fra i decessi e i feriti sul lavoro: uno stillicidio senza fine ormai ingiustificabile sotto ogni punto di vista. Condividiamo il dolore della famiglia e dei colleghi di lavoro del povero Vincenzo ed esprimiamo tutta la nostra vicinanza in questi terribili momenti.” Sono le parole di Martino Braccioforte, segretario generale della Fiom di Verona, che continua “Non possiamo però, di fronte a tutto ciò, limitarci a indignarci, a essere dispiaciuti e ad invocare l’intervento delle Istituzioni e della Regione per fermare questo tipo di drammi; infatti, la Fiom veronese si costituirà parte civile, per poter avere contezza della dinamica della morte di questo lavoratore e delle ricostruzioni che verranno fatte da Spisal e forze dell’ordine, soprattutto per capire come sono andate le cose e per tutelare chi resta, chi continuerà a lavorare nonostante quello che è accaduto oggi e quello che era accaduto nel 2023. Avere giustizia per Vincenzo e per coloro che muoiono sul lavoro, però non basta, bisogna che le aziende e le Istituzioni prendano seriamente la situazione e si ricordino che al primo posto nella scala delle priorità ci deve sempre essere il rispetto della vita umana, della salute e della sicurezza di ogni lavoratrice e lavoratore.”